Un Piano Regolatore per il turismo

C’è l’interesse dei privati a realizzare due nuove strutture con standard di qualità elevati, una in corrispondenza del vecchio casello dell’A14, l’altra a Mirabilandia. Nel primo caso, l’albergo sarà a 4 stelle e disporrà di circa 80 camere. Anche nei lidi molto si muove, perché si profilano, solo per fare qualche esempio, nuove costruzioni a Marinara, Casalborsetti (porto turistico) e in un’area, individuata nella bozza del Piano strutturale comunale, alle spalle di Punta Marina. Insomma, nel medio periodo, 3 o 4 anni, la proposta ravennate si arricchirà di almeno 300 camere. Ma l’ordine di grandezza nel tempo è destinato ad aumentare. Infatti, l’articolo 18 della legge regionale 20/2000, che ha riformato la disciplina legata ai piani regolatori, prevede la possibilità per i privati di formulare proposte in fase di elaborazione del Piano strutturale comunale. Molte riguardano proprio le strutture ricettive. Per queste e per altre di vario tipo pervenute nell’ambito dell’articolo 18 (in totale sono 29), a breve si aprirà il confronto con i privati. Contraddistinto - spiega l’assessore all’Urbanistica Fabio Poggioli - da principi di equità e trasparenza. Sarà valutato anche il “disegno” della Valleverde, il colosso delle calzature, connesso alla realizzazione di un centro integrato per il benessere nella zona dello svincolo di Mirabilandia, alla Standiana. Insomma, come rileva l’assessore comunale al Turismo, si tratta di una “controtendenza” rispetto ad altre realtà turistiche, segno del riconoscimento dell’appeal del territorio. “Quando si ragionerà di un albergo in città o di quello di Punta Marina - sottolinea l’assessore -, occorrerà tenere presenti alcuni servizi già ‘codificati’ dagli standard europei, come la piscina, il centro benessere o la sala congressi. La struttura vicino all’autostrada dovrà avere almeno una di queste opportunità”. Più in generale, l’assessore rileva per la stagione appena trascorsa un dato: le strutture non sono diminuite, sia nei lidi che in città. Anzi, in quest’ultimo caso l’offerta si è incrementata. In più, si è registrata anche una crescita delle presenze: un circolo virtuoso che ha contraddistinto gli alberghi di categoria superiore. Quelli con un minor numero di “stelle”, prevede Gasperoni, sono destinati invece ad uscire dal circuito turistico, per essere utilizzate da persone ospiti in città per motivi di lavoro. Ma le nuove camere presto disponibili continueranno ad avere un mercato? L’assessore ne è convinto, anche in virtù del dinamismo degli operatori. “Innanzitutto - dice Gasperoni - noto un nuovo atteggiamento degli imprenditori, cioè il fatto di puntare sempre più verso la vendita di veri e propri pacchetti turistici. Poi c’è una riflessione più generale da fare. Le città d’arte sono un unicum, cioè hanno attrattive peculiari: chi vuole vedere i mosaici o la Tomba di Dante deve venire a Ravenna... In questi anni poi si è cercato di elaborare un prodotto, per così dire, più contemporaneo. Ampliando l’offerta con altre attività e attrattive, come le Domus e le mostre al Museo d’arte della città”. Il modello dunque terrà anche perché “il mercato potenziale è illimitato, non ha mai confini predefiniti”. Il dato sulla Cina insegna: nel 2004, il 2 per cento delle presenze è stato rappresentato da turisti provenienti dall’Oriente. Ora si punta ulteriormente sulla qualità, proprio a partire dal nuovo Prg. Secondo l’Amministrazione, il “buon vivere”, garantito dalla corretta pianificazione, si riflette anche sull’attrattività turistica: lo confermano le “performance” delle città d’arte di medie dimensioni, come Ravenna, Mantova, Catania, immuni dalla crisi che quest’anno ha colpito il settore.